
Nelle linee di produzione alimentare, i microrganismi non si preoccupano del momento in cui avverrà la pulizia della linea stessa. I tempi di fermo e i fallimenti nelle verifiche di controllo comportano costi elevati… È semplice da capire. Per questo abbiamo ideato un sistema di lampade a UV-C per la disinfezione e la sterilizzazione, in grado di garantire un livello di efficacia ripetibile e misurabile, sia sulle superfici a contatto con il prodotto, che negli angoli più difficili da raggiungere; inoltre, funziona anche quando la velocità di produzione cambia.
Cosa è importante dal punto di vista tecnico
Utilizziamo lampade a vapore di mercurio a bassa pressione, prive di ozono; la lunghezza d’onda efficace per l’azione disinfectante è di 254 nm. A una distanza di 100 mm, l’intensità di irradiazione raggiunge i 180–220 mW/cm². Un riflettore ad alta riflettività permette di concentrare l’energia irradiata in modo efficiente, evitando sprechi energetici e garantendo una distribuzione uniforme dell’energia su tutta la superficie interessata.
La lampada richiede 800 W di alimentazione, mantiene un arco elettrico stabile e assicura un livello di output entro il ±3% nei primi 9.000 ore di funzionamento. Il sistema è progettato per funzionare per 100.000 cicli senza alcuna diminuzione significativa nella sua affidabilità.
Perché funziona bene nelle industrie alimentari
Nella lavorazione degli alimenti, l’obiettivo non è semplicemente “trattare la superficie”: è necessario ottenere un livello di disinfezione costante anche in condizioni reali complesse, come variazioni di umidità, fermi improvvisi e superfici difficili da raggiungere.
A 254 nm, il DNA e l’RNA vengono distrutti facilmente; con una dose di 60–100 mJ/cm², riusciamo a eliminare almeno il 99,9% dei patogeni comuni, come batteri gram-positivi e gram-negativi, muffe e lieviti.
Quali sono quindi i vantaggi? Cicli di produzione più rapidi, senza bisogno di lavaggi chimici; consumo energetico inferiore rispetto alla disinfezione termica; inoltre, meno fermi improvvisi.
Aspetti importanti da considerare
L’installazione deve essere eseguita con precisione: se non si mantiene il profilo di irradiazione previsto, si creano delle zone non disinfettate. Una variazione di 20 mm nella distanza può influenzare la dose di irradiazione del 25–30%. Pertanto, la geometria dei componenti utilizzati deve corrispondere alla geometria del prodotto da trattare.
La lampada funziona bene anche all’interno di contenitori in acciaio inossidabile o gabbie in quarzo, adatte a ambienti umidi. Tuttavia, è fondamentale utilizzare un balastro compatibile con le caratteristiche della lampada stessa. Altrimenti, la lampada potrebbe danneggiarsi precocemente, e non si capirebbe il motivo.